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18 Dicembre 2018

Sindrome della bocca che brucia e quantità di saliva. Esiste una correlazione?

di Lara Figini


La sindrome della bocca che brucia (BMS) è una condizione idiopatica, cronica, caratterizzata da incessante bruciore orale o sensazione di bruciore, frequentemente accompagnata da xerostomia, che non manifesta però alcuna mutazione clinica rilevabile della mucosa orale.

In genere, l’età media dei pazienti affetti da questa sindrome supera i 60 anni e la prevalenza della malattia varia dallo 0,1% al 3,9% a seconda della popolazione. Le donne hanno da 2 a 7 volte più probabilità di essere affette da BMS rispetto agli uomini.

La causa della BMS è essenzialmente sconosciuta, ma spesso risulta debilitante per il paziente. Dato che la saliva svolge un ruolo importante nel mantenimento dell'omeostasi della salute orale, i ricercatori stanno studiando una correlazione tra BMS e flusso salivare.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio recente pubblicato su Oral Disease di novembre 2018 si è cercato di definire misure oggettive per la diagnosi di BMS. Lo scopo principale dello studio è quello di valutare in pazienti con BMS la presenza di saliva a livello della mucosa vestibolare, labiale e linguale, nonché le velocità di flusso di saliva non stimolata UWS e saliva intera stimolata SWS.

Scopo secondario dello studio è quello di valutare la quantità di saliva in relazione a malattie sistemiche, all'uso di droghe/farmaci e al flusso sanguigno della mucosa orale. La saliva mucosale dei pazienti affetti da BMS è stata valutata utilizzando il metodo Periotron® e il flusso sanguigno della mucosa orale mediante flussimetria laser doppler.

Sono stati registrati i dati - ottenuti tramite questionari - circa le concomitanti patologie sistemiche, l’assunzione di farmaci o di droghe da parte dei pazienti affetti da BMS e la presenza di xerostomia.

Risultati
I pazienti con BMS hanno mostrato di possedere una minore quantità di saliva linguale e intera, maggior iposalivazione e maggior consumo di farmaci/droghe rispetto al gruppo controllo di pazienti sani.

Le analisi di regressione hanno suggerito un'importante correlazione tra la quantità di saliva e l’assunzione di farmaci per la presenza a livello linguale e per la SWS, e una correlazione tra il numero totale di farmaci assunti e la UWS.

La quantità di saliva linguale e la UWS si sono rivelate associate a malattie sistemiche dei pazienti; la xerostomia risulta essere significativamente associata all'uso di farmaci.

Conclusioni
Dai dati emersi dallo studio, che devono però trovare conferma con altri lavori analoghi, si può concludere che nei pazienti con BMS si rileva un minore quantitativo di saliva che potrebbe essere correlato ad altre malattie sistemiche e ai farmaci assunti dai pazienti affetti da BMS e non alla sindrome in sé.

Per approfondire

Acharya S, Hägglin C, Jontell M, Wenneberg B, Ekström J, Carlén A. . Oral Dis 2018 Nov;24(8):1468-76.

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