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14 Giugno 2017

Ddl Concorrenza. ANDI scrive ad Epifani: chiarire meglio l'articolo sull'odontoiatria


Il Ddl Concorrenza, approvato dal Senato ai primi di maggio, torna in discussione in Commissione Attività Produttive Commercio e Turismo alla Camera. Per accelerare i lavori e portare presto un testo in Aula per l'approvazione, nelle scorse settimane il presidente della Commissione On. Guglielmo Epifani ha scritto ad ordine e Sindacati chiedendo invece di convocarli tutti per sentirli nelle usuali audizioni.

Per quanto riguarda l'odontoiatria ad interessare sono i commi 153 (obbligo ad indicare al paziente i titoli e specialità possedute), 155 (obbligo per centri polispecialistici di nominare un direttore sanitario responsabile dell'odontoiatria se quello per la parte medica non ha i requisiti), 156 (obbligo del direttore sanitario di prestare l'opera in una sola struttura). Ma a fare discutere è il 154 che recita: "L'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409, ovvero a società operanti nel settore odontoiatrico in cui il direttore sanitario sia iscritto all'albo degli odontoiatri".

E' su questo comma che si è concentrata la nota di ANDI inviata al presidente Epifani. Secondo quanto pubblicato oggi su ANDI Informa Online, il testo approvato dal Senato è "inaccettabile in quanto -motiva il presidente Prada- potrebbe consentire l'esercizio dell'odontoiatria a soggetti che non hanno i requisiti di legge. Ricordiamo infatti che la Legge 24.07.1985 n. 409, che istituisce la professione di odontoiatra, ha individuato i soggetti legittimati all'esercizio della professione, secondo le regole riferibili all'esercizio delle professioni intellettuali protette. La legge 12 novembre 2011 n° 183, ha poi introdotto e dichiarato ammissibile l'esercizio societario delle attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, istituendo nell'ordinamento la società tra professionisti (STP), con la necessaria iscrizione ad una speciale sezione dell'Albo tenuto dall'ordine professionale".

ANDI ricorda al presidente Epifani come l'ingresso di altre società, di tipo commerciale, che hanno lo scopo di svolgere direttamente l'attività professionale odontoiatrica, è quindi del tutto illegittimo ed anticostituzionale violando gli articoli 3,32 e 33.

Lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, ricorda il presidente Prada, con parere del 23.12.2016, ha chiarito che l'attività professionale odontoiatrica, quale attività protetta, può costituire oggetto esclusivo delle società tra professionisti (istituite ai sensi dell'art. 10, commi 3/11, della L. 11.11.2011, n. 183 e del decreto del Ministero della Giustizia del 8.02.2013, n. 34).

Secondo ANDI, "con il testo approvato al Senato si creerebbe inoltre una inaccettabile discriminazione di una singola professione protetta (quella odontoiatrica) rispetto alle altre professioni regolamentate anche da questo DDL ed una ingiustificato effetto concorrenziale distorsivo per i differenti trattamenti fiscali e previdenziali previsti per professionisti e società non STP. Non a caso, ricorda il presidente Prada nello stesso Ddl è presente una norma che prevede per gli avvocati la possibilità di esercizio societario esclusivamente tramite STP".

Per quanto esposto ANDI chiede al presidente Epifani che al comma 154 del DDL C3012-B le società operanti nel settore odontoiatrico possano essere esclusivamente le STP.

Sotto l'articolo con la proposta di modifica (in grassetto) di ANDI che di fatto specifica il tipo di società che possono esercitare l'attività odontoiatrica invece della attuale generica dicitura:

Comma 154. "L'esercizio dell'attività odontoiatrica è consentito esclusivamente a soggetti in possesso dei titoli abilitanti di cui alla legge 24 luglio 1985, n. 409, ovvero a Società tra Professionisti operanti nel settore odontoiatrico, in cui il direttore sanitario sia iscritto all'albo degli odontoiatri".

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