01 Aprile 2019

Caso clinico di sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo trattato con MAD

Caso clinico

Ileana Carminati, Joanna Katarzyna Nowakowska, Anna D’Apote, Massimo Del Fabbro, Luca Francetti

Obiettivi  Scopo di questo caso clinico è presentare il trattamento ortognatodontico di un soggetto affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo, che rifiuta di sottoporsi alla chirurgia, mediante l’utilizzo di un dispositivo ortognatodontico della categoria dei MAD (dispositivi di avanzamento mandibolare), definito TAP (Thorton Adjustable Positioner).

Materiali e metodi  La sindrome delle apnee ostruttive (OSA) è un disordine respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di ostruzione parziale o totale delle vie aeree superiori. Si può manifestare clinicamente con russamento notturno, cefalea al risveglio, sonnolenza diurna e decadimento delle performance cognitive, ma in alcuni casi può risultare asintomatica.

Si ritiene che l’OSA e il russamento siano determinati da un’associazione di cause che concorrono alla limitazione del flusso aereo durante il sonno REM, ossia da un’aumentata resistenza delle vie aeree superiori.

L’indice AHI (numero di episodi di apnea e ipopnea per ora di sonno) consente di classificare la patologia in base al grado di severità:

  • lieve, quando AHI è compreso tra 5 e 14 eventi per ora, con la saturazione dell’ossigeno che può essere dell’86%; la disabilità durante il giorno è minima;
  • moderata, quando AHI è compreso tra 15 e 30 eventi per ora, con la saturazione dell’ossigeno compresa tra 80 e 85%; si verifica un decadimento delle prestazioni lavorative e sociali a causa della sonnolenza diurna;
  • severa, quando AHI è maggiore di 30 eventi per ora e la saturazione dell’ossigeno è uguale o minore del 79%; si evidenza una difficoltà nello svolgimento delle normali attività lavorative e sociali.

Una paziente di 34 anni, affetta da sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo, si presenta all’osservazione per ottenere una risoluzione della problematica. All’esame obiettivo intra-orale si evidenzia seconda classe scheletrica e dentale, con morso aperto anteriore e affollamento degli incisivi inferiori.

La paziente è affetta da disturbi respiratori notturni a seguito di un intervento per la correzione della palatoschisi all’età di 24 anni. Si richiedono CBCT, teleradiografia del cranio in proiezione latero-laterale e polisonnografia per analisi scheletrica e dei tessuti molli, attraverso cui viene diagnosticata una sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grado severo (AHI pari a 62,1, in posizione supina pari a 81,3), con necessità di intervento chirurgico per avanzamento mandibolare.

La paziente rifiuta la proposta chirurgica e non riesce a sopportare il CPAP. La paziente si sottopone quindi a una sleep endoscopy a seguito della quale viene consigliato trattamento terapeutico mediante dispositivo MAD; in particolare, è stata utilizzata l’apparecchiatura TAP attivata al 70% in massima protrusione al momento della consegna e successivamente tramite attivazioni domiciliari ogni 2-3 giorni, fino al raggiungimento di un rapporto di testa a testa tra gli incisivi dell’arcata superiore e inferiore, riscontrando beneficio e diminuzione delle apnee notturne riferite dal partner.

Risultati e conclusioni  A distanza di sei mesi dall’inizio della terapia, la nuova polisonnografia, a cui si è sottoposta la paziente, mostra un miglioramento dell’entità della patologia con esito di apnee e ipopnee ostruttive associate a desaturazione di grado lieve, occorrenti esclusivamente in posizione supina (AHI pari a 4,7, in posizione supina pari a 32,4).

Il dispositivo MAD risulta efficace e ben tollerato dai pazienti, nonostante il CPAP sia tutt’ora considerato il gold standard per il trattamento delle apnee di grado severo.

Significato clinico  L'apparecchiatura MAD è in grado di ridurre il russamento notturno, raggiungendo il successo e la normalizzazione in più dell'80% delle casistiche di soggetti affetti da lievi disturbi del sonno.

Esso è quindi una valida alternativa che dovrebbe essere considerata costituendo un metodo multidisciplinare efficace nel trattamento di questa patologia.

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