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15 Novembre 2017

Legge di Bilancio, emendamento tende equiparare Fondi DOC e non DOC. Il Sen. Sacconi accoglie le richieste ANDI


A sollevare la disparità normativa era stato il prof. Sabino Cassese (Giudice Emerito della Corte dei Costituzionale) durante il workshop organizzato da ANDI al Ministero della Salute per fare il punto sui Fondi integrativi. Oggi, aveva spiegato il prof. Cassese, "i vari interventi legislativi sul tema dei fondi hanno di fatto creato due modelli di sanità integrativa che la norma iniziale non contemplava. Da una parte i cittadini strutturati con contratto di lavoro che possono ottenere le agevolazioni e l'assistenza attraverso i Fondi non DOC (circa 20 milioni di italiani) che si rifanno alle norme tributarie e dall'altra tutti gli altri cittadini (circa 40 milioni) che potrebbero accedere ai Fondi DOC regolamentati, però, da norme sanitarie che risultano inapplicabili al settore odontoiatrico. In ballo la possibilità o meno di beneficiare dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa".

A cercare di porre un rimedico auspicato anche dallo stesso Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin durante l'evento, è stato il senatore Maurizio Sacconi che ha presentato un emendamento ad hoc alla Legge di Bilancio che prevede una equiparazione dei fondi sanitari integrativi cosiddetti DOC a quelli non DOC.

"Allo stato attuale - spiega in una nota il presidente dell'ANDI, Gianfranco Prada - solamente i lavoratori dipendenti ed i loro familiari possono godere delle agevolazioni fiscali offerte dai contratti di lavoro usufruendo dalla sanità integrativa contrattuale dei Fondi non DOC, con molte limitazioni, sprechi di risorse e inappropriatezza delle cure. Il resto della popolazione, ovvero la maggioranza, non ha la possibilità di accedere al secondo pilastro della sanità integrativa, soprattutto per l'odontoiatria, col paradosso che i fondi DOC dedicati, che prevedono sgravi fiscali, non possono operare".

L'emendamento punta, quindi, ad allineare i due tipi di fondi integrativi, consentendo a tutti i cittadini di accedere alla sanità integrativa.

"Ringrazio il senatore Sacconi per questo emendamento molto importante che ha l'obiettivo di consentire a quei 5 milioni di italiani che non si curano i denti di poterlo fare", conclude Prada.

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